Centro Regionale Trapianti - Piemonte

Immunogenetica / Attività in urgenza

  1. Le attività in urgenza
  2. Durante l'osservazione di morte cerebrale di un potenziale donatore d'organi e tessuti la S.C. Immunogenetica e Biologia dei Trapianti U. richiede alcuni materiali biologici del donatore per la tipizzazione dello stesso e le successive prove crociate di compatibilità tra donatore e potenziali riceventi.

    LA TIPIZZAZIONE DEL DONATORE
    Il test viene effettuato sui linfociti ottenuti dai linfonodi o dal sangue richiesti.
    Per motivi di qualità del materiale (recupero maggiore di cellule e migliore risposta cellulare) il laboratorio preferisce utilizzare i linfociti ottenuti dai linfonodi. Per problemi di tipo diverso capita però di dover effettuare la separazione dei linfociti dal sangue ed in questo caso vengono utilizzate le provette di sangue raccolto in ACD.
    Il numero dei linfociti necessari per effettuare la tipizzazione HLA e le prove di compatibilità pre-trapianto è cruciale per poter svolgere tutti i test necessari e per questo motivo le richieste di sangue utile sono alte (4 provette in ACD da 7 ml). Può comunque capitare di trovarsi di fronte alla necessità di richiedere altro materiale perché da quello ottenuto non si è riusciti ad ottenere recuperi cellulari sufficienti. L'esecuzione della tipizzazione HLA, considerando i tempi tecnici delle incubazioni, richiede dalle due alle tre ore di lavoro.
    Le provette di sangue raccolte in EDTA vengono invece adoperate per effettuare la tipizzazione HLA-DR. Questo tipo di compatibilità è cruciale per la scelta dei candidati al trapianto di rene e necessita l'esecuzione di tecniche di biologia molecolare: estrazione, amplificazione e rivelazione, che richiedono almeno 2 ore di lavoro.

    LE PROVE DI COMPATIBILITÀ
    Sui linfociti ottenuti precedentemente si eseguono le prove di compatibilità pre-trapianto.
    Per il trapianto di pancreas, cuore e polmone, pur non condizionando l'esecuzione del trapianto, i test vengono comunque eseguiti in genere prima del trapianto degli organi. Il fegato invece, per le sue caratteristiche immunogeniche non richiede una prova di compatibilità prima del trapianto: il test viene generalmente svolto dopo il trapianto e condiziona il tipo di terapia immunosoppressiva da instaurare.
    Le prove di compatibilità per il rene sono invece vincolanti per il trapianto: un test positivo tra donatore e ricevente impedisce il trapianto. Per tale motivo le prove vengono sempre eseguite in urgenza prima del trapianto.
    Il numero dei candidati al trapianto di rene varia da 8 a 12 pazienti (rene singolo e rene doppio) e per ogni paziente vengono testati come minimo 2 sieri con le cellule del donatore.
    Le prove di compatibilità pre-trapianto vanno eseguite in duplicato e con metodiche differenti secondo quanto richiesto dagli standard EFI, European Federation for Immunogenetics.
    Queste procedure richiedono altre quattro ore di lavoro e vengono eseguite preferibilmente, per motivi di qualità, sulle stesse cellule adoperate per la tipizzazione.
    La risposta tempestiva delle prove di compatibilità per il trapianto di rene accorcia il tempo necessario per la preparazione dei candidati al trapianto e quindi il tempo di ischemia del rene, tempo che rappresenta uno dei fattori cruciali sulla sopravvivenza dell'organo.