Centro Regionale Trapianti - Piemonte

Attività / Psicologia medica dei trapianti

  1. Psicologia medica dei trapianti
  2. Il Servizio di Psicologia Medica per i Trapianti opera dal 1993.
    Ha sede presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e afferisce al Centro Regionale Trapianti, via Santena 19, 10126 Torino.

    Gli obiettivi
    Obiettivo della Psicologia Medica per i Trapianti è la considerazione della soggettività, la prevenzione e cura del distress psichico, delle persone coinvolte nell'iter trapiantologico.
    Il percorso del progetto terapeutico del trapianto contiene punti nodali nevralgici, di soggettività umana e di emotività, dipendenti dalla drammaticità degli eventi in causa. Di essi si occupa il Servizio di Psicologia Medica per i Trapianti.

    IL CAMPO DEI PROBLEMI PSICOLOGICI DEI TRAPIANTI D'ORGANO

    Clima psicosociale (opinione pubblica)

    Assistenza ai pazienti trapiantati ed ai familiari
    Una buona riabilitazione inizia prima dell'intervento chirurgico, non dopo.
    - Interventi pre-trapianto
    1. Valutazione dello stato psichico, emotivo e cognitivo dei pazienti, delle strategie di difesa, dei fattori di rischio psicopatologico, della compliance alle terapie
    2. Ricognizione della comprensione delle informazioni e delle motivazioni al trapianto e preparazione psicologica all'intervento
    3. Valutazione del contesto socio-familiare e delle sue risorse
    4. Incontro con i membri dell'équipe trapiantologica per la discussione del caso

    - Fase della degenza post-operatoria
    È fase di fragilità e regressione psichica, che richiede la presa in carico delle situazioni di crisi con:
    1. Interventi psicofarmacologici
    2. interventi psicoterapici
    3. strategie di comportamento relazionale tra curanti e pazienti.
    In ogni caso gli obiettivi dell'assistenza psicologica in questa fase sono:
    1. permettere l'espressione dei vissuti emotivi post-trapianto potenzialmente psicopatogeni
    2. favorire comportamenti di adesione terapeutica
    3. favorire la ripresa dell'autonomia e valutare le capacità di riadattamento all'ambiente esterno, del paziente con i familiari

    - Interventi post-trapianto
    1. Interventi nelle situazioni di crisi, su richiesta del curante o del paziente e familiari
    2. interventi di follow-up programmato (a 3-6 mesi e 1 anno) per: valutare la compliance alle cure
    3. valutazione dell'adattamento emotivo, familiare, sessuale, e sociale
    4. valutazione dellla Qualità di Vita ai fini di interventi di riabilitazione psicosociale

    Valutazione psicologica dei donatori di midollo
    Con tutti i candidati alla donazione di sangue midollare o di cellule staminali periferiche viene svolto un colloquio per verificare la comprensione delle informazioni, la presenza di una adeguata motivazione alla donazione e l'assenza di rilevanti rischi a livello psico-sociale connessi alla donazione.

    Rapporto curanti/familiari nei Centri di Rianimazione
    Dal 1994 il Servizio fornisce la propria competenza specialistica per la conduzione di Seminari destinati al personale delle Rianimazioni e al personale sanitario delle ASL del Piemonte. I Seminari hanno l'obiettivo di informare/sensibilizzare rispetto alle tematiche psicologiche connesse ai programmi di trapianto e di migliorare le capacità di relazione e di comunicazione del personale sanitario nel difficile rapporto con i familiari in lutto e in occasione delle proposte di prelievo di organi e di tessuti.

    Assistenza alle famiglie dei donatori deceduti
    Riteniamo un atto di civiltà non ignorare le famiglie dei donatori e un dovere dei Centri per i Trapianti fornire un sostegno ed una risposta ai loro problemi psicologici.
    Dal 1995 il Servizio di Psicologia Medica per i Trapianti ha attivato un programma di assistenza per i familiari dei donatori, che si svolge in più fasi:
    1. inizia con l'invio di una lettera di apprezzamento del valore sociale del loro comportamento, in cui si segnala la disponibilità del Servizio ad una assistenza psicologica
    2. prosegue con colloqui telefonici in risposta alle richieste di chiarimenti e informazioni, pur nel rispetto assoluto dell'anonimato (art. 622 Cod. pen.)
    3. propone, se opportuno, la possibilità di colloqui più approfonditi per via ambulatoriale