Centro Regionale Trapianti - Piemonte

Attività / Trapianto cellule / Insule pancreatiche

  1. Insule pancreatiche
  2. Attualmente il programma è sospeso in quanto in via di ridefinizione nelle sue parti organizzative

    Il trapianto di insule pancreatiche negli ultimi anni ha abbandonato lo stato di metodica sperimentale affiancandosi in termini di risultati al trapianto di pancreas per il trattamento sostitutivo del diabete mellito di tipo I, in particolare nei soggetti non in grado di sostenere il "peso" di un trapianto pancreatico tradizionale a causa delle precarie condizioni cliniche.

    Il principio fondamentale del trapianto di insule è basato sulla digestione enzimatica mediante collagenasi del pancreas prelevato dal donatore cadavere per separare il tessuto esocrino dalle insule pancreatiche al cui interno risiedono le cellule beta produttrici di insulina. Le insule pancreatiche vengono mantenute in coltura per essere successivamente infuse ai pazienti selezionati mediante metodica radiologica attraverso l'incannulamento della vena porta e successivo attecchimento intraepatico, evitando i rischi chirurgici del trapianto di pancreas classico. La procedura di isolamento necessita di una tecnologia molto sofisticata e di un team addestrato al lavoro in assoluta sterilità sulle colture cellulari. Sebbene la metodica di isolamento sia nota dalla fine degli anni '60 con gli studi di Paul E. Lacy, l'innovazione tecnologica negli anni '90 ha permesso un netto miglioramento del prodotto biologico ottenuto grazie all'introduzione del sistema di isolamento semi-automatico con l'uso della camera di Ricordi. Tuttavia, nonostante tali miglioramenti tecnici, solo il 35% delle insule trapiantate si mostrava vitale a distanza di un anno, con un tasso di insulino-indipendenza di circa 8-10%. Il passaggio da metodica sperimentale all'attuazione clinica si è verificato nel 2000 in seguito alla pubblicazione sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine di un lavoro del gruppo di Edmonton (Canada) in cui gli autori dimostravano il raggiungimento dell'insulino-indipendenza in sette pazienti diabetici di tipo I con uno schema immunodepressivo privo di steroidi e con l'infusione di una adeguata massa di insule, in assenza di importanti effetti collaterali. Nel mese di Luglio 2005 sono stati pubblicati i risultati del follow-up dei primi cinque anni dei pazienti portatori di trapianto di insule trattati secondo il protocollo di Edmonton. In tale lavoro, gli autori hanno evidenziato che la maggioranza (80%) dei pazienti osservati conserva la vitalità del tessuto trapiantato (presenza di C-peptide plasmatico), sebbene solo il 10% conservi l'insulino-indipendenza ma con contemporaneo buon controllo dei valori di emoglobina glicata.

    La definizione di "successo" del trapianto di insule deve quindi essere flessibile e valutata in termini di compenso metabolico e non solo della necessità di riavvio della terapia insulinica classica. In tal senso, il trapianto di insule si è dimostrato efficace nell'evitare i frequenti episodi di ipoglicemia migliorando la qualità di vita e la frequente ospedalizzazione di tali pazienti. Il buon compenso metabolico indicato dalla normalizzazione dei valori di emoglobina glicata ottenuto con una tecnica scevra da rischi chirurgici e ripetibile a distanza di tempo permette la stabilizzazione e, in alcuni casi, il miglioramento della retinopatia e della neuropatia periferica. Inoltre, è stato dimostrato che il trapianto di insule funzionante si associa ad un miglioramento della funzione renale nei pazienti diabetici uremici portatori di trapianto renale con conseguente aumento del tempo di sopravvivenza del rene stesso, fattore rilevante anche in considerazione della scarsità degli organi e della lunghezza delle liste di attesa.

    Il Laboratorio di Trapianto di Insule pancreatiche afferente alla Divisione di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale delle Molinette di Torino ha iniziato l'attività di isolamento di insule dal Dicembre 2004 grazie ad un finanziamento della Compagnia di San Paolo, all'investimento della struttura ospedaliera stessa ed al contributo per l'apprendimento delle metodiche del Prof. Camillo Ricordi del Diabetes Research Institute di Miami, tra i massimi esperti mondiali nel settore. Il Laboratorio di Trapianto di Insule pancreatiche si pone, dunque, in primo piano nel campo della terapia cellulare per la sostituzione della funzione beta-insulare, metodica per cui è indispensabile l'esperienza e la professionalità di personale addestrato in tale settore, in grado di contribuire sia all'aspetto clinico che ai vari aspetti della ricerca utili per la completa realizzazione di tale progetto. Unitamente alla SCU Nefrologia Dialisi Trapianti, concorrono in primis alla realizzazione di questo programma l'èquipe chirurgica dei Trapianti Epatici, la Diabetologia, la Radiologia. La ricerca biotecnologica in corso nel settore si svolge sotto la guida del Prof. Camussi (Dip. di Med. Int. e CERMS).


    insule pancratiche
    Le insule pancreatiche vengono isolate mediante digestione enzimatica con collagenasi, separate dai frammenti esocrini e mantenute in coltura per 24-48 ore per l'esecuzione dei test di funzionalità necessari per garantire la purezza e la vitalità del preparato biologico ottenuto. In seguito, le insule vengono trapiantate nel fegato del ricevente mediante approccio radiologico previo incannulamento della vena porta sotto guida ecografica con attecchimento intraepatico, rivascolarizzazione e ripresa della secrezione insulinica.