Centro Regionale Trapianti - Piemonte

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  1. Il rigetto
  2. Il nostro organismo riconosce come estraneo il fegato trapiantato e prova a distruggerlo attraverso un processo chiamato rigetto.
    La maggioranza dei pazienti subirà l'esperienza di uno o più episodi di rigetto durante il ricovero in ospedale.
    Tali episodi insorgono più frequentemente dopo circa 7-10 giorni dal trapianto; successivamente la possibilità di sviluppare nuovi episodi di rigetto si riduce con l'aumentare dei giorni trascorsi dall'intervento.

    Episodi di rigetto possono comunque insorgere in qualsiasi momento della vita di un paziente trapiantato.
    Nella grande maggioranza dei casi l'insorgenza di un episodio di rigetto viene rilevata durante le visite di controllo, in quanto, in questi casi il paziente può anche non avvertire l'insorgenza di disturbi.
    In pochi casi invece il rigetto può dare origine a diversi tipi di sintomi di cui i più comuni sono:
    1. - astenia (stanchezza, debolezza)
    2. - sonnolenza
    3. - febbre
    4. - tensione addominale
    5. - feci di colorito più chiaro
    6. - urine di colorito più scuro
    7. - colorito giallastro degli occhi e della cute
    8. - alterazioni degli esami di funzionalità epatica
    In questi casi bisogna contattare subito il Centro Trapianti, infatti il rigetto può essere di diversi gradi, da lieve a severo.

    Nella maggioranza dei casi il rigetto lieve è facilmente controllato se trattato prontamente; spesso è necessario eseguire una biopsia epatica per ottenere la certezza istologica definitiva della presenza del rigetto.
    Nel paziente trapiantato la biopsia è un esame di facile esecuzione e praticamente indolore per l'assenza di innervazione del nuovo fegato. In alcuni casi può essere necessario il ricovero per l'esecuzione dell'opportuna terapia, che può richiedere alcuni giorni.
    La terapia immunosoppressiva (antirigetto) è una terapia che accompagnerà il paziente per tutta la vita. Oltre alla terapia immunosoppressiva il paziente dovrà prendere altre medicine sia nel post-operatorio sia a domicilio. La non collaborazione del paziente alle terapie è la terza causa di fallimento dell'organo trapiantato.
    I pazienti trapiantati hanno diritto all'esonero dalla spesa per alcune medicine e per gli esami di laboratorio. I moduli per ottenere tale esenzione, diversa da qualsiasi esenzione posseduta prima del trapianto, vengono consegnati dai medici prima della dimissione dall'ospedale.