Centro Regionale Trapianti - Piemonte

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  1. Epatite virale da HVC
  2. Si tratta di un virus ad RNA che presenta vari genotipi, che non determinano infezioni di diverso significato clinico o prognostico, ma la cui distribuzione ha importanti risvolti terapeutici, in quanto alcuni genotipi sono più sensibili all'Interferone.

    Il virus si trasmette tramite i liquidi biologici (sangue, liquido spermatico, urine, feci, saliva, latte materno).
    Si distingue una forma di epatite C a decorso acuto e una a decorso cronico.
    La forma acuta ha un periodo di incubazione di 5-12 settimane, mediamente 7 settimane; i sintomi sono dati da sonnolenza, malessere generale, nausea, dolore addominale; il paziente è raramente itterico. Si segnalano talvolta manifestazioni extraepatiche quali artrite, rush cutanei, periaterite nodosa, glomerulonefriti, anemia aplastica.
    L'esposizione ad HCV è gravata da un rischio consistente di cronicità. Non meno del 75% dei soggetti esposti sviluppa una infezione cronica.
    Clinicamente le forme croniche si manifestano talora con una modesta oscillazione dei valori delle ALT e delle AST, astenia, rialzo delle yGT e piastrinopenia. Non c'è correlazione con segni di ipertensione portale, splenomegalia, varici. Il riscontro bioptico è quello di un' epatite cronica attiva con flogosi lieve o moderata e fibrosi di grado lieve. Col progredire del processo infiammatorio, però, si determina la comparsa di noduli di rigenerazione, fino alla cirrosi.
    La diagnosi si avvale principalmente di tests di laboratorio sul sangue, per ricercare un movimento delle transaminasi, AST ed ALT, bilirubina totale e frazionata, yGT ecc.