Centro Regionale Trapianti - Piemonte

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  1. La cirrosi
  2. La cirrosi si presenta con noduli di rigenerazione e fibrosi che provocano una grave alterazione della struttura del fegato, che interferisce con la circolazione del sangue nel fegato stesso.
    Ne consegue un'aumentata pressione a livello della vena porta e un ingrandimento della milza che impoverisce il sangue di piastrine e leucociti. Inoltre, aumentando la pressione nella vena porta, anche le altre vene affluenti si dilateranno, formando varici che, a livello dell'esofago e dello stomaco possono causare emorragie, o ancora, causare la dilatazione delle vene del retto (emorroidi).
    Questa ipertensione, insieme ad altre anomalie ormonali del metabolismo e ad alterazioni renali può portare ad un accumulo di liquido nell'addome (ascite). La diminuita produzione di fattori della coagulazione del sangue porta a una maggiore facilità alle emorragie. Possono anche comparire alterazioni del metabolismo degli zuccheri ed a volte il diabete.
    La cirrosi in fase avanzata può provocare alterazioni cerebrali fino al coma. Tutto ciò è dovuto all'assorbimento da parte dell'intestino di sostanze tossiche derivate soprattutto dalle proteine ingerite che non vengono depurate da parte del fegato.
    E' a questo punto che può essere indicata la sostituzione dell'organo.

    Molte persone affette da cirrosi non hanno sintomi a parte una stanchezza molto forte. Altre accusano perdita di appetito, colorazione gialla degli occhi e della pelle (ittero), prurito (dovuto all'accumulo nella pelle dei sali biliari), rossore a livello delle palme delle mani, diminuzione del desiderio sessuale, ingrossamento nell'uomo delle ghiandole mammarie, diminuzione della massa muscolare, urine di colore scuro o feci poco colorate (color creta), disturbi dell'attenzione fino al coma.
    Gli esami che possono evidenziare la cirrosi sono: esami di laboratorio, ecografia, talvolta la biopsia.